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Vincenzo Centorame
L’ARTE: OLTREL’IMPLOSIONEDEL SISTEMA
Una notizia è la vitalità del Premio Michetti che, tra
tante difficoltà ed in una situazione di crisi epocale,
continua il suo lungo itinerario e vara la sua 63ma
edizione. Lo fa senza autocelebrarsi ma sforzandosi
di essere rappresentativo di una condizione di
straordinario spaesamento, fin quasi allo smarrimento,
dell’intero Occidente e dell’Italia in particolare.
L’arte, che di ogni momento della storia, è segno
e simbolo, ha una funzione particolarmente
rappresentativa di una trasformazione epocale in cui
sono venuti a mancare punti di riferimento e certezze,
abitudini consolidate e persino linguaggi condivisi.
Questa rassegna curata da Luca Beatrice, da sempre
particolarmente vicino alla visione panoramica
del “Michetti”, ha la forza di cogliere una serie di
contraddizioni di questo nostro tempo difficile. Lo
fa senza indulgere alle compiacenze delle semplici
rivisitazioni ma, piuttosto, proponendo e mostrando
in tutta la sua urgenza un desiderio di lettura critica del
nostro tempo, attraverso il linguaggio dell’arte.
Quella che Luca Beatrice ha inteso proporre è una
rassegna che, attraverso una precisa chiave di lettura,
rappresenta in realtà una visione complessiva di una
storia, soprattutto italiana, ma con uno sguardo attento
alle tendenze internazionali.
Questa edizione del Premio sarà sicuramente quella
che, sotto molti aspetti, chiude una lunga stagione e
ne anticipa un’altra. Non ci riferiamo solo alle vicende
culturali del nostro tempo. Non bisogna infatti essere
dotati di virtù divinatorie per prevedere il tramonto
di un ceto di potere, di una classe dirigente apparsa
, nel suo complesso,in ritardo rispetto alle esigenze
ed alle dinamiche del nostro tempo ed incapace di
interpretare alcune urgenze drammatiche, non ultime
quelle legate alla tutela e alla valorizzazione del nostro
patrimonio più prezioso, quello che dà un senso alla
nostra stessa identità.
POPISM vuol essere, a nostro avviso, anche un modo
di fare i conti con le profonde trasformazioni nel
sistema delle comunicazioni, nel costume e nei nuovi
sistemi di aggregazione sociale che stanno agendo
con forza nella rappresentazione dei sentimenti del
nostro popolo. La validità delle scelte di Luca Beatrice,
con una qualificata presenza artistica fatta di nomi
consolidati e di nuovi talenti, darà certamente forza
a questa ennesima proposta del Premio Michetti.
Come molti sanno, il Premio ha preso vita per volontà
di un gruppo di uomini meritevoli capaci di restare
in piedi tra le rovine della guerra e di pensare anche
alla ricostruzione morale ed estetica dell’Italia. La
rassegna è stata capace di superare anche la fase dei
cataclismi morali e della implosione di un intero
sistema di riferimenti. Siamo ora nel pieno di una
crisi che deriva soprattutto dall’evidenza di una serie
di limiti soprattutto antropologici e dalla mancanza
di idee e progetti forti. L’arte ha sempre avuto una
funzione di stimolo e di riconquista di consapevolezza
e responsabilità. Non solo per cavalcare la tigre delle
trasformazioni radicali ma, soprattutto, per ripartire
dai principi che attraversano il tempo.