Servizio geologico d'Italia - Note illustrative Isola di Ischia - page 40

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fino nei pressi del Rotaro e spiaggia degli Inglesi; sulla superifice si rinvengono
depositi marini, non sempre cartografabili, a luoghi fossiliferi, e di piana costiera
di età Olocenica, a testimoniare, ancora una volta, una intensa attività vulcano-
tettonica recente.
3.3. - Settore occidentale
Il settore occidentale, molto simile a quello settentrionale, per caratteri geo­
logici e morfologici, se ne differenzia per una maggiore evoluzione ed attività in
tempi recenti. Il versante, nel suo complesso, è caratterizzato dalla presenza di
una fascia pedemontana mediamente inclinata che si raccorda gradatamente con
l’attuale linea di costa e da versanti strutturali che in modo più o meno acclive
raggiungono il
top
della morfostruttura del Monte Epomeo. Proprio questo settore
è caratterizzato dalla maggiore esposizione delle unità del Tufo Verde del Monte
Epomeo, dei Frassitelli e del Pizzone, per cui si osserva una maggiore verticalità
delle pareti disposte lungo il pedimonte. Anche in questo caso, come evidenziato
precedentemente, tale condizione morfo-strutturale è dovuta alla presenza delle
principali faglie che hanno consentito lo sblocco dell’horst del Monte Epomeo.
Tra le località “Monte Nuovo” e “Ciglio”, lungo la porzione mediana del
versante, si riscontra la presenza di una vasta area caratterizzata da alterazione
idrotermale per la presenza di campi fumarolici che concorrendo progressivamente
alla degradazione fisico-meccanica delle formazioni affioranti e/o sub affioranti
(argillificazione), contribuendo quindi alla destabilizzazione di interi settori di
versante. Immediatamente a monte si sviluppano le pareti impostate sulla unità
del Tufo Verde, caratterizzata da una fratturazione pervasiva variamente orientata
che individua blocchi monolitici di dimensioni considerevoli, talora isolati lungo
il versante; questa condizione naturale costituisce una importante condizione di
rischio ed un aspetto fortemente predisponente all’innesco di fenomeni franosi di
tipo crollo e crollo-rotolamento, colate di terreno alterati per idrotermalizzazione
con il coinvolgimento dei blocchi, o rimobilizzazione lungo il versante degli
stessi blocchi già isolati. Ne è una testimonianza, di antichi e recenti franamenti,
la presenza di blocchi disseminati lungo il versante in modo sparso, del tutto o
parzialmente affioranti, ovvero inglobati nel sottosuolo, nella massa caotica dei
corpi di frana, fino ed oltre l’attuale linea di costa. La pericolosità di tali fenomeni
è data dalle particolari caratteristiche cinematiche di questi fenomeni, dalle
notevoli dimensioni dei blocchi coinvolti e/o rimobilizzati singolarmente e dalle
possibilità del loro innesco simultaneo in corrispondenza di crisi sismiche e/o
eventi idrometeorologici intensi (Arrigoni
et alii
, 1995).
1...,30,31,32,33,34,35,36,37,38,39 40
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